La fotografia naturalistica

Come ogni volta che succede, una scarica di emozione mi percorre da capo a piedi appena incrocio lo sguardo di un animale di bosco. Il camoscio è attento, vigile a 360°. Mentre mi guarda, cercando di valutare quanto sia io per lui una minaccia, l’orecchio sinistro è volto all’indietro per ascoltare i rumori alle sue spalle.

Poi, con calma, scompare nel bosco.

Nel momento in cui scatto, mi dimentico di tutta la fatica fatta per esser là, in mezzo alla natura selvaggia.

L’emozione della fotografia naturalistica è forte e l’adrenalina sale ma, al tempo stesso, bisogna rimanere concentrati su ciò che stiamo facendo. Ecco qui alcuni consigli per avvicinarsi agli animali e impostare la vostra reflex.

Come avvicinarsi ad un animale

Ogni animale selvatico ha la sua distanza di sicurezza: ce ne saranno alcuni che vi permetteranno di avvicinarsi fino a qualche decina di metri ed anche meno, altri che rimarranno distanti e si allontaneranno appena accennerete a muovervi nella loro direzione.

In entrambe le situazioni, ponete molta attenzione a non fare gesti bruschi, non camminare troppo velocemente e ogni tanto fermatevi, cercando di scorgere movimenti che possano far trapelare la tensione dell’animale.

Ci sarà un momento in cui si accorgerà di voi. Magari alzando improvvisamente la testa, o rizzando le orecchie ed immobilizzandosi tutto d’un tratto. Non abbiate fretta, fermatevi e aspettate. Dategli il tempo di valutare la situazione di pericolo. Sì, perché se per noi fotografarli è una passione, per loro, la nostra vicinanza, è motivo di tensione e di valutazione di un possibile rischio. Insomma, è una questione di sopravvivenza. Soprattutto per quegli animali che solitamente sono prede l’unica scelta che molte volte si prospetta davanti è fuggire, anche se questo comporta un dispendio di energia non indifferente, soprattutto in condizioni meteo avverse, come la neve alta nella stagione invernale. Cerchiamo quindi di non provocare stress inutili agli animali e rispettiamo il livello di confidenza e la fiducia che decidono di donarci.

Una volta che l’animale si sarà tranquillizzato e riprenderà ciò che stava facendo, ricominciate ad avvicinarvi. Se sarete controvento sarà più facile, poiché potrete sperare di non essere fiutati, inoltre i rumori saranno più attutiti.

Trovato il luogo giusto, appostatevi e cominciate a scattare.

Cambiare l’inquadratura e il punto di vista

Scattare restando in piedi non è quasi mai il modo migliore per ottenere una bella foto. Cambiate l’angolazione e l’inquadratura dello scatto. Abbassatevi per avvicinarvi al suolo e fotografare l’animale alla sua stessa altezza.

In questo modo sarà più semplice non appiattire il soggetto sullo sfondo e sarete inoltre in grado di imprimere nello scatto un dettaglio in più o un’ambientazione più suggestiva. Per esempio, guardate queste due foto di un esemplare di stambecco.

La foto di sinistra, che ho scattato ad posizione più alta rispetto al soggetto, ha appiattito la scena, creando poca tridimensionalità e uno sfondo a mio avviso poco d’impatto. Ho deciso così di cambiare punto di vista e, cercando di non disturbare troppo questo stambecco già molto paziente, mi sono avvicinata per scattare la foto dal basso verso l’alto, ottenendo la foto di destra. Ciò mi ha permesso di introdurre nell’inquadratura le pareti rocciose della montagna, facendo inoltre risaltare di più l’imponenza dello stambecco e le sue caratteristiche corna. Insomma, un piccolo accorgimento che ha valorizzato la foto e l’animale.

Le impostazioni della reflex

Che abbiate Canon, Nikon o qualunque altra fotocamera, le impostazioni base utilizzate per la fotografia naturalistica sono solitamente queste:

  • Tempi di scatto rapidi, per congelare l’azione e il movimento dell’animale, evitando l’effetto mosso. Come base di partenza tenete a mente la lunghezza focale del vostro obiettivo e impostate un tempo di esposizione dello stesso ordine di grandezza. Se, ad esempio, state usando un teleobiettivo da 400 mm, usate un tempo non inferiore a 1/500. Questo per una prima taratura, dopodiché, una volta deciso ciò che si vuole ottenere in foto, impostate i parametri a vostro piacimento.
  • Autofocus dinamico AI Servo/AF-C per seguire i soggetti in movimento ed averli sempre a fuoco, anche se dovesse cambiare la distanza dal soggetto.
  • Possibilità di scatto a raffica e silenzioso. La raffica è importante per avere una sequenza di immagini del soggetto in movimento, dalla quale estrapolarne la migliore. Esiste anche la possibilità, in molte fotocamere digitali, di impostare una raffica silenziata (S) per attenuare il rumore dell’otturatore, tuttavia questa modalità fa diminuire il numero di scatti al secondo che la reflex è in grado di registrare. A voi la scelta se utilizzarla o meno.

Per il resto, appassionatevi, divertitevi, osate tecniche diverse ed originali, uscite dagli schemi, sperimentatevi. La fotografia è arte, documento, cultura. Emozionatevi.

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