Per le escursioni fotografiche di fotografia naturalistica scegliamo spesso la meravigliosa cornice del Parco Nazionale del Gran Paradiso.
Inizialmente riserva per volere di Carlo Felice, Re di Sardegna, a meta del 1800 decise di istituire un’area di venatoria privata per poter cacciare gli stambecchi.
Fortunatamente questo provvedimento salvò lo stambecco dall’estinzione, all’epoca presente solo nelle più remote valli del Gran Paradiso. Rimase riserva di caccia dei Savoia fino al 1922 quando Vittorio Emanuele III cedette allo Stato questi terreni con l’obbligo di istituire un’area protetta per la flora e la fauna alpina.

L‘attività della conservazione della fauna, oltre allo stambecco che oggi conta quasi 3000 unità, ha così permesso di preservare l’aquila e la reintroduzione del gipeto con nuove nidificazioni a partire dal 2011.
Fra gli animali più numerosi nel parco, ci sono specie dal carattere molto differente… i diffidenti camosci, le curiose volpi e marmotte.

Perche il PNGP?

Nel Parco gli animali si sentono sicuri e non vedono nell’uomo un vero pericolo, questo ne facilita l’osservazione e l’avvicinamento; infatti viene scelto tutti gli anni da numerosi fotografi per le loro uscite.
Purtroppo non si ha sempre il tempo di pianificare e fare diversi sopralluoghi così si va a “colpo sicuro” verso il Gran Paradiso con la quasi certezza di tornare a casa con qualche scatto interessante.
Nonostante questa facilità non bisogna mai dimenticare di rispettare gli animali e sapersi comportare nel modo corretto… vi invito quindi a leggere l’articolo di Cristina per approfondire questo argomento.

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